COMANDI FONDAMENTALI DA INSEGNARE AL TUO CANE

Facebook
Twitter
WhatsApp
LinkedIn

5 "COMANDI" FONDAMENTALI PER I NOSTRI AMICI A 4 ZAMPE

In questo articolo non tratterò gli aspetti tecnici per arrivare ad impostare i comandi, ma voglio fare alcune riflessioni su come siano non solo importanti ma fondamentali alcuni comandi di base nella vita di tutti i giorni per te e il tuo cane.
BASIC COMMANDS - THE "ABC" FOR YOUR DOG'S SAFETY

Comandi di Base – l’ ”abc” per la sicurezza del tuo cane

Prima di esaminare i 5 comandi che ritengo essenziali da insegnare al tuo cane, vorrei fare una breve premessa.

Molte volte mi trovo alle prese con proprietari che si rivolgono a me per preparare dei brevetti o per intraprendere un percorso sportivo con il proprio cane dopo aver frequentato un corso di educazione di base in un altro centro.

Il più delle volte devo mio malgrado riportarli con i piedi per terra e farli ragionare sul fare qualche passo indietro e trattare alcuni aspetti che molte volte vengono tralasciati e addirittura evitati appositamente da chi forma cani e proprietari.

E’ molto frequente infatti riscontrare, in questi casi, che non solo i comandi di base sono molto imprecisi e non chiari per proprietario e cane ma sono precari anche in altri aspetti ben più importanti.

Ho già parlato in un altro articolo riguardante i cuccioli dell’importanza del “NO” e del “VIENI”, se non l’hai letto ti invito a farlo perché è proprio a questo a cui mi riferisco.

Sinceramente che un cane a 10 mesi sappia dare la zampa oppure sia in grado di seguire la mano con il croccantino per mettersi al piede mi serve a poco se non ha chiaro in testa il concetto del NO e del VIENI.
Un cane che da la zampa ma non torna quando è libero è un cane che può mettersi nei guai e può essere pericoloso per noi e per gli altri.
Un cane che sta per fare qualcosa di sbagliato ma non conosce un comando di “STOP” per quella azione che ha messo in atto, è un cane non gestito, quindi pericoloso per noi e per gli altri.

Il 1° posto di questa “classifica” voglio dedicarlo al comando “NO”, ovvero a quel segnale che ordina al nostro cane l’interruzione immediata di un comportamento sbagliato o pericoloso.
Molti dei cani di proprietari che mi capita di addestrare non conoscono questo comando, in molti casi lo conoscono ma non lo rispettano.

Questo può accadere nel caso in cui il proprietario sia stato incoerente o discontinuo nella interazione con il proprio animale, rinunciando al far rispettare il “NO” perchè troppo faticoso in termini di tempo/addestramento/educazione o perchè superficialmente ha pensato che il comportamento da correggere ed interrompere si sarebbe estinto semplicemente ignorandolo.

In vari casi ho sentito parlare di nuove teorie cinofile che bandiscono il comando “NO” e  che strizzano l’occhio a filosofie buoniste e gentiliste che a mio parere rischiano di rendere i cani indisciplinati e anarchici.

In questo portale, tratterò e affronterò la costruzione di questo comando, che personalmente ritengo fondamentale se si vuole impostare un rapporto sicuro e corretto con il proprio cane in ogni situazione.

A cosa serve il comando “NO” nella vita di tutti i giorni?
Il comando “NO” ci può servire in svariate occasioni nella vita di tutti i giorni in ambito educativo oltre che addestrativo.

A titolo di esempio serve per inibire il nostro cane a mangiare qualcosa di sospetto da terra, oppure a correggere quando mette in atto un atteggiamento sconveniente che può portare a vizi comportamentali come tirare al guinzaglio o mettere le zampe sopra la tavola mentre ceniamo.

Al 2° posto di questa lista approfondiamo il comando “VIENI” anche se come detto nella premessa di questo articolo lo ritengo assieme al “NO” un comando fondamentale che per me è imprescindibile nell’addestramento di base del Cane, meglio se cucciolo.

Questo è un esercizio che non prevede chi sa quali doti tecniche del proprietario, ho conosciuto conduttori nella mia esperienza cinofila senza particolari abilità e livelli di formazione cinotecnica pari a zero ma con una chiamata eccezionale.

Come può essere? vi domanderete…

Una risposta tempestiva e gioiosa alla chiamata di un cane è sinonimo di relazione stretta con il proprietario.
La buona riuscita del comando “VIENI” dipende molto dal rapporto esistente tra voi e il vostro migliore amico.

Se vuoi imparare degli esercizi che servano a migliorare il tuo rapporto visita la sezione video.
Troverai degli spunti interessanti che potranno aiutarti a costruire una chiamata solida in spazi aperti.

L’esecuzione del comando “VIENI” è sinonimo di un CANE GESTITO.
Un cane gestito è un cane fuori dai pericoli!

Il seduto è un esercizio molto semplice da far eseguire al cane (nella sezione video puoi approfondire quali sono i modi per insegnare al tuo cane questo comando). Il “SEDUTO” è un comportamento molto facile da insegnare al cane, poiché è realizzabile da parte di tanti proprietari anche in modo intuitivo. Una frase che mi viene quasi sempre detta da parte dei proprietari che si rivolgono a me per sistemare dei problemi comportamentali o per fare un percorso personalizzato con il proprio cane, “Sa fare il Seduto, il Terra, la Zampa etc..” Nel 90 % dei casi, purtroppo, sono persone che hanno seguito dei corsi di educazione o addestramento di base in altri centri cinofili e dove non hanno ricevuto le informazioni adeguate per costruire e fissare il comando in questione. Mi spiego meglio, il comando “Seduto” per la mia esperienza non è utile se non è stato fissato.. “Che un cane sappia fare per qualche secondo, nella migliore delle ipotesi, il seduto, serve veramente a poco”. Quando dobbiamo attraversare una strada trafficata di città oppure quando ci fermiamo a parlare con qualcuno il “Seduto” dovrà essere un comportamento durevole almeno qualche minuto se vogliamo avere una discreta gestione del nostro cane. Invece troppe volte mi imbatto in proprietari convinti che il “Seduto” sia un “comportamento lampo” che va richiesto e ripetuto all’infinito, innescando catene comportamentali in cui il cane viene gratificato esibendo il “Seduto” per frazioni di secondo e continui sollevamenti sulle quattrozampe senza rispettare la postura che gli è stata richiesta. Se vogliamo costruire un buon “Seduto” avremo bisogno di lavorare su più aspetti: oltre a insegnare la memoria muscolare del comportamento stesso, sarà necessario disciplinare l’azione per far mantenere quel comportamento fino al momento in cui decideremo noi che è sufficiente. Certo, l’esercizio andrà costruito in più step, calibrando distrazioni e durata ma lavorando per aumentare la pazienza del nostro cane e senza rinforzare a caso il contrario.


Anche per il comando “Terra” vale quanto appena soprariportato.

Il “Terra” è un comportamento abbastanza facile da insegnare ad un cane collaborativo.

E’ importante, anche in questo caso, fissare la posizione e lavorare in modo da aumentare i tempi di permanenza a terra e generalizzare l’esercizio nei più svariati scenari, abituando il cane a disturbi, distrazioni e situazioni sempre nuove.

Il comando “Terra” può esserci utile in mille situazioni, ci può aiutare per esempio a gestire efficacemente il nostro cane quando andiamo dal veterinario o in presenza di altri cani, ed è propedeutico all’insegnamento del “RESTA”.

Nella sezione CORSI potrai trovare svariati contributi per costruire e modellare al meglio questo comportamento.

Il “RESTA” è un comando che può essere associato sia al “SEDUTO” che al “TERRA”.

E’ utile in molte situazioni quando abbiamo la necessità di lasciare da solo il cane in una determinata posizione.

Questo comando per essere consolidato, va allenato di frequente e generalizzato in vari posti, per abituare, il cane ad essere sotto controllo anche in un posto nuovo, nel caso dovessimo avere la necessità di lasciarlo solo in un posto sicuro per qualche minuto.

Ci sono degli errori molto frequenti che generalmente vengono fatti dai principianti nella costruzione di questo importante comando.

Nella sezione CORSI potrai approfondirli assieme a me.

Articoli correlati